Parolin: fede e cittadinanza insieme per costruire una società più giusta

di

Ennio Bassi

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Parolin: fede e cittadinanza insieme per costruire una società più giusta

Parolin: fede e cittadinanza insieme per costruire una società più giusta

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Fede e coscienza civica devono procedere insieme per promuovere una società fondata sulla fraternità, sul dialogo e sul rispetto della dignità umana. È il messaggio lanciato dal cardinale Pietro Parolin durante la cerimonia con cui è stato accolto come membro onorario dell'Accademia del Regno del Marocco, a Rabat.

Nel suo intervento, il segretario di Stato vaticano ha ricordato il cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Marocco, sottolineando come i rapporti tra le due istituzioni siano stati caratterizzati da rispetto reciproco e da una comune visione del ruolo della religione come strumento di pace e non di divisione.

Parolin ha ripercorso le principali tappe di questa collaborazione, dalla visita di re Hassan II in Vaticano nel 1980 al viaggio di san Giovanni Paolo II in Marocco nel 1985, fino alla visita di Papa Francesco nel 2019, richiamando l'impegno condiviso per la promozione della pace, della giustizia e della convivenza tra i popoli.

Secondo il cardinale, la fraternità non può limitarsi a una semplice tolleranza reciproca, ma deve tradursi in un'autentica accoglienza dell'altro. Privata della sua dimensione spirituale, ha osservato, rischia infatti di ridursi a una visione esclusivamente utilitaristica dei rapporti umani. Per questo la fede, quando si traduce in servizio alla collettività, diventa una risorsa fondamentale per costruire una società più equa e solidale.

Nel suo discorso ha inoltre richiamato il Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi nel 2019, ricordando che tutti gli esseri umani condividono la stessa dignità e sono chiamati a vivere come fratelli. Un principio che, ha sottolineato, richiede agli Stati un impegno concreto fondato sulla solidarietà e sulla compassione, soprattutto di fronte alle crisi internazionali.

Parolin ha poi evidenziato il ruolo del dialogo interreligioso come strumento indispensabile per favorire la pace, indicando il Marocco come esempio di convivenza tra diverse tradizioni religiose. Ha ricordato anche la Dichiarazione di Marrakech del 2016, con cui il Regno ha riaffermato la tutela delle minoranze religiose e la centralità della cittadinanza e dell'inclusione.

Tra le sfide del presente, il cardinale ha citato le migrazioni, la tutela dell'ambiente e l'impatto delle nuove tecnologie. Sul fronte migratorio ha richiamato il Patto di Marrakech come riferimento per un'accoglienza rispettosa della dignità delle persone, mentre sul piano ambientale ha evidenziato la sintonia tra l'enciclica Laudato si' e le politiche marocchine sulle energie rinnovabili. Ha infine ricordato i principi espressi nell'enciclica Magnifica humanitas, ribadendo che la dignità della persona precede ogni condizione economica, sociale o tecnologica.

Concludendo il suo intervento, Parolin ha affermato che fede e cittadinanza, quando operano insieme, possono diventare motore di un profondo rinnovamento sociale. La pace, ha osservato, si costruisce attraverso il dialogo, la pazienza e l'impegno quotidiano, nella prospettiva di una fraternità autentica capace di garantire i diritti e la libertà di ogni persona.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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