Mps, tornano le voci sulla vendita della quota del Tesoro: il Mef smentisce, ma il dossier resta aperto

di

Carlo Longo

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Mps, tornano le voci sulla vendita della quota del Tesoro: il Mef smentisce, ma il dossier resta aperto

Mps, tornano le voci sulla vendita della quota del Tesoro: il Mef smentisce, ma il dossier resta aperto

 

Link to Tornano le indiscrezioni sulla cessione della quota residua del Ministero dell'Economia in Monte dei Paschi di Siena. Il Tesoro smentisce l'imminenza dell'operazione, ma fonti finanziarie confermano che il collocamento accelerato resta un'opzione concretaTornano le indiscrezioni sulla cessione della quota residua del Ministero dell'Economia in Monte dei Paschi di Siena. Il Tesoro smentisce l'imminenza dell'operazione, ma fonti finanziarie confermano che il collocamento accelerato resta un'opzione concreta

Monte dei Paschi di Siena torna al centro dell'attenzione dei mercati finanziari. Nelle ultime Mpsore sono circolate indiscrezioni secondo cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze sarebbe pronto ad avviare la vendita della quota residua del 4,863% ancora detenuta nel capitale della banca attraverso una procedura di Accelerated Bookbuilding (Abb), il collocamento riservato agli investitori istituzionali. Una ricostruzione che il Mef ha però smentito ufficialmente, precisando che tale ipotesi "non risulta al ministero" e definendola "non vera".

La smentita non ha però spento le speculazioni. Diverse fonti finanziarie continuano infatti a indicare la cessione come una delle opzioni tecniche sul tavolo del Tesoro, anche se non vi sarebbe ancora una decisione definitiva sui tempi dell'operazione.

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La vendita della quota residua rappresenterebbe l'ultimo atto del lungo percorso di uscita dello Stato dal capitale di Monte dei Paschi di Siena.

Negli ultimi anni il Ministero dell'Economia ha progressivamente ridotto la propria partecipazione attraverso diverse operazioni di mercato, dopo il salvataggio pubblico della banca avvenuto nel 2017. Oggi il Tesoro possiede meno del 5% del capitale e ha più volte ribadito l'intenzione di completare la privatizzazione, scegliendo però il momento più favorevole dal punto di vista finanziario.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha infatti più volte spiegato che l'obiettivo resta quello di uscire definitivamente dal capitale di Mps, ma solo "alle migliori condizioni di mercato".

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Secondo le indiscrezioni, il Tesoro potrebbe ricorrere ancora una volta alla procedura di Accelerated Bookbuilding, già utilizzata con successo nelle precedenti dismissioni.

Si tratta di un meccanismo che consente di collocare rapidamente un pacchetto azionario presso investitori istituzionali nell'arco di poche ore, riducendo l'esposizione alla volatilità dei mercati. Proprio questa modalità era stata scelta anche per le precedenti cessioni delle quote pubbliche di Mps.

Le fonti finanziarie sottolineano inoltre che esisterebbe una finestra temporale limitata per procedere all'operazione prima del cosiddetto blackout period, durante il quale il collocamento diventerebbe più complesso per ragioni legate al calendario societario.

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La possibile uscita definitiva dello Stato viene osservata con particolare attenzione dagli investitori.

Monte dei Paschi ha infatti completato negli ultimi anni un profondo percorso di risanamento, tornando a registrare utili significativi e rafforzando la propria posizione patrimoniale. La completa privatizzazione viene considerata da molti analisti un passaggio naturale nel processo di normalizzazione dell'istituto senese.

Allo stesso tempo, la cessione della quota residua potrebbe avere effetti anche sugli equilibri dell'azionariato e sulle future strategie industriali della banca.

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Per il momento, tuttavia, dal Ministero dell'Economia non arrivano conferme.

La posizione ufficiale resta quella espressa nelle ultime ore: le indiscrezioni sulla partenza immediata dell'operazione vengono respinte e il Mef ribadisce che non risultano decisioni già assunte.

Ciò non significa però che il dossier sia stato accantonato. Anzi, le dichiarazioni rese nelle scorse settimane dal ministro Giorgetti confermano che la volontà del governo resta quella di completare l'uscita dello Stato dal capitale della banca, scegliendo però il momento più favorevole sotto il profilo economico e finanziario.

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Le prossime settimane potrebbero quindi risultare decisive per il futuro dell'azionariato di Monte dei Paschi di Siena.

Se le condizioni di mercato saranno considerate favorevoli, il Tesoro potrebbe decidere di chiudere definitivamente una vicenda iniziata con il salvataggio pubblico del 2017. Per ora prevalgono le smentite ufficiali, ma le indiscrezioni confermano che il dossier resta uno dei più seguiti dagli operatori finanziari italiani.

L'uscita definitiva dello Stato segnerebbe la conclusione di uno dei capitoli più importanti della recente storia bancaria italiana, restituendo completamente al mercato il controllo di una banca che, dopo anni di crisi e profonde ristrutturazioni, punta oggi a consolidare il proprio ruolo nel sistema creditizio nazionale.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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