Cristiano Ronaldo saluta la nazionale portoghese, concludendo un percorso durato 23 anni che resterà nella storia del calcio mondiale. L'annuncio è stato fatto venerdì 6 novembre 2026 tramite un lungo video sui suoi profili social, dove il campione ha spiegato le ragioni di una scelta maturata dopo settimane di tensioni con lo staff tecnico. Un addio carico di emozione, accompagnato da parole di gratitudine verso i tifosi e un Paese che Ronaldo ha rappresentato per oltre due decenni, diventandone il simbolo sportivo più noto a livello globale.
La decisione è giunta in un momento particolarmente critico per la nazionale lusitana, dopo i contrasti tra il giocatore e il commissario tecnico Jorge Jesus. I rapporti si erano deteriorati fino all'episodio dell'allontanamento di Ronaldo dal ritiro della squadra alla vigilia della partita di Nations League contro la Danimarca. Nonostante nelle ultime ore fossero emerse voci su un possibile riavvicinamento, il campione ha deciso di anticipare la comunicazione delle nuove convocazioni, prevista proprio per venerdì, annunciando pubblicamente la conclusione della sua esperienza internazionale.
Il bilancio della sua carriera con il Portogallo racconta una storia sportiva straordinaria. Dal debutto nel 2003, Ronaldo ha collezionato 234 presenze e segnato 146 reti, numeri che, secondo i dati riportati, lo collocano al vertice delle classifiche internazionali per partite giocate e gol segnati con una nazionale maschile. A questi primati si aggiungono tre trofei, tra cui il Campionato europeo vinto nel 2016 in Francia e due edizioni della Nations League. Successi che hanno contribuito a trasformare il Portogallo in una delle realtà più competitive del panorama calcistico internazionale.
Nel messaggio rivolto ai connazionali, Ronaldo ha voluto sottolineare soprattutto il significato umano della sua esperienza, spiegando che il momento di lasciare la maglia numero sette è arrivato dopo una lunga riflessione. Il campione ha ricordato il privilegio di aver rappresentato il proprio Paese negli stadi di tutto il mondo e ha ammesso quanto sia stato difficile prendere una decisione che coinvolge non soltanto la carriera sportiva, ma anche sentimenti e ricordi personali. Per oltre vent'anni, ha spiegato, quella maglia ha rappresentato una responsabilità che ha cercato di onorare in ogni occasione, affrontando vittorie, sconfitte, sacrifici e momenti complicati.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al valore dei rapporti costruiti durante la sua carriera internazionale. Ronaldo ha raccontato che, ripensando al proprio percorso con la nazionale, ciò che rimane più impresso non sono soltanto i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto le persone incontrate e le emozioni condivise. Una riflessione che accompagna il riconoscimento degli errori commessi e delle difficoltà attraversate, senza però mettere in discussione l'orgoglio di aver indossato i colori del Portogallo. Il fuoriclasse ha ribadito di essersi sempre impegnato al massimo, con l'ambizione di vincere e di lasciare un segno nella storia del calcio.
Nel suo saluto, il giocatore ha ricordato anche le origini a Madeira, dove da bambino aveva iniziato a inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista. Un percorso che lo avrebbe portato a conquistare i principali palcoscenici internazionali, trasformandolo in uno degli atleti più celebri della sua generazione. Proprio il legame con la terra natale e con il popolo portoghese costituisce uno degli elementi centrali del messaggio, nel quale Ronaldo ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto durante tutti questi anni.
L'addio alla nazionale non significa tuttavia un distacco dal calcio portoghese. Ronaldo ha assicurato che continuerà a seguire la squadra da tifoso, condividendone le emozioni e festeggiando i successi dei suoi ormai ex compagni. Nel suo messaggio non è mancato un riferimento al celebre «Siuuu», l'esultanza diventata un marchio riconoscibile in tutto il mondo, che il campione ha promesso di continuare a dedicare alle vittorie del Portogallo. Un modo per ribadire che il rapporto con la nazionale non si esaurirà con l'ultima presenza in campo.
Dal punto di vista sportivo, il ritiro di Ronaldo apre inevitabilmente una nuova fase per la selezione portoghese. La squadra dovrà affrontare il futuro senza il suo giocatore più rappresentativo, una figura che per oltre due decenni ha costituito un riferimento tecnico, mediatico e simbolico. La gestione del ricambio generazionale e la costruzione di nuovi equilibri saranno tra le principali sfide dello staff tecnico, chiamato a voltare pagina dopo una delle esperienze individuali più lunghe e importanti nella storia delle nazionali.
Resta anche il peso delle circostanze che hanno accompagnato la separazione. Le tensioni con il commissario tecnico e l'allontanamento dal ritiro hanno contribuito a rendere inatteso un annuncio che molti immaginavano potesse arrivare in un contesto differente. Ronaldo ha però scelto di concentrare il proprio messaggio sui ricordi e sulla gratitudine, evitando di trasformare il saluto in un confronto pubblico con l'allenatore o con la federazione. La sua decisione chiude così un capitolo che ha attraversato generazioni di tifosi e numerose trasformazioni del calcio internazionale.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati