Autotrasportatori in protesta: la Sicilia sospende il blocco dopo l'incontro con Salvini

Il governo sblocca 480 milioni di euro e prevede ulteriori misure per il settore. La mobilitazione continua in Campania e Calabria, mentre in Puglia i blocchi saranno solo parzialmente ridotti.

Autotrasportatori in protesta: la Sicilia sospende il blocco dopo l'incontro con Salvini

La Sicilia ha deciso di fermare la protesta degli autotrasportatori dopo che il governo ha preso impegni concreti durante un incontro con i rappresentanti del settore. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha scelto di sospendere il blocco, accogliendo l'appello del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a ripristinare la normalità nei trasporti e nella movimentazione delle merci. Questa decisione rappresenta un primo passo verso la riduzione della protesta, mentre in altre regioni del Sud Italia i blocchi continuano.

La svolta è arrivata dopo una serie di incontri a Milano, dove il ministro ha annunciato lo sblocco di fondi destinati alle aziende di autotrasporto. Il governo ha promesso che i primi pagamenti inizieranno il 21 ottobre, cercando di rispondere alle richieste degli operatori, che da tempo affrontano ritardi nei contributi e costi di gestione in aumento.

Per i trasportatori siciliani, la sospensione del blocco è un segnale di apertura al dialogo con il governo. Il Cts ha motivato la scelta con la volontà di continuare il confronto, senza rinunciare alle richieste che hanno portato alla mobilitazione.

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Al centro dell'accordo c'è lo sblocco di 480 milioni di euro, una somma superiore ai 430 milioni inizialmente previsti. Secondo il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, questi fondi copriranno le richieste di contributo presentate fino ad agosto. Per le domande di settembre e ottobre saranno necessari ulteriori finanziamenti, che il governo si è impegnato a trovare nelle prossime settimane.

Il pacchetto include anche 590 milioni di euro per il rinnovo del parco mezzi e nuove risorse per il credito d'imposta e per mitigare i costi legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l'Ets, nel settore marittimo.

In totale, il governo mira a rendere disponibili oltre un miliardo di euro, principalmente recuperando fondi già stanziati ma non utilizzati a causa di problemi burocratici. A questi si aggiungeranno ulteriori interventi per oltre 150 milioni di euro.

Salvini ha descritto questi annunci come l'inizio di un percorso che dovrà continuare con nuovi provvedimenti. Il ministro ha fissato un secondo incontro per il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove si verificherà lo stato dei pagamenti e si affronteranno le questioni ancora aperte.

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La decisione del Comitato trasportatori siciliani permette di avviare il ritorno alla normalità operativa del settore nell'isola, dopo le difficoltà causate dal blocco. La protesta aveva messo in evidenza le condizioni economiche delle imprese di autotrasporto, particolarmente vulnerabili alle fluttuazioni dei costi del carburante, alle spese di manutenzione dei mezzi e agli oneri legati ai collegamenti marittimi.

Per la Sicilia, la continuità dei trasporti è fondamentale per l'approvvigionamento delle attività commerciali e la distribuzione delle produzioni locali verso il resto del Paese. La revoca del blocco non risolve però definitivamente le criticità segnalate dagli operatori. Ora l'attenzione si concentra sulla reale disponibilità dei contributi e sulla capacità del governo di rispettare le scadenze annunciate.

Anche le principali associazioni nazionali dell'autotrasporto hanno accolto positivamente gli impegni del ministero, mantenendo però una posizione cauta. Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap e altre organizzazioni hanno ribadito la necessità di trasformare rapidamente le dichiarazioni in azioni concrete.

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La decisione siciliana non è stata seguita dagli autotrasportatori di Campania e Calabria, che hanno confermato l'intenzione di proseguire la mobilitazione almeno fino al prossimo incontro ministeriale del 27 ottobre. In Calabria, Fedralog ha espresso insoddisfazione per l'esito del confronto, sostenendo che le misure illustrate dal governo riguardino principalmente fondi già stanziati e attesi da mesi dalle imprese.

Secondo l'organizzazione, lo sblocco di risorse per il 2025 non sarebbe sufficiente a rispondere alle difficoltà economiche del settore, che chiede interventi aggiuntivi e maggiori certezze sui tempi di erogazione. In Campania, i presidi restano attivi vicino a snodi cruciali della rete autostradale e logistica regionale, in particolare nell'area di Nola, lungo l'A30 Caserta-Salerno, e nei collegamenti con gli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise.

I blocchi continuano ad avere ripercussioni sulla distribuzione delle merci, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, dove si segnalano difficoltà nell'approvvigionamento di alcuni prodotti alimentari. Problemi simili si riscontrano anche in Molise, con una ridotta disponibilità di frutta, verdura e prodotti confezionati in diversi punti vendita.

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Gli autotrasportatori pugliesi hanno adottato una posizione intermedia, annunciando una riduzione solo parziale dei blocchi, subordinando la completa sospensione della protesta all'arrivo di risposte concrete dal governo. La situazione preoccupa in particolare il settore agricolo. Coldiretti Puglia ha sottolineato le possibili conseguenze per le imprese, che dipendono dalla regolarità dei trasporti per commercializzare prodotti freschi e deperibili. Il protrarsi delle difficoltà logistiche rischia infatti di incidere sulle consegne e sui tempi di distribuzione, con effetti lungo l'intera filiera agroalimentare.

Il prossimo passo sarà il tavolo convocato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 27 ottobre. In quell'occasione, il governo dovrà fornire aggiornamenti sull'erogazione dei contributi e chiarire le modalità di attuazione delle ulteriori misure economiche annunciate.

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