Hong Kong, ulteriore condanna per Joshua Wong: altri 10 anni di prigione per collusione con l'estero

Il tribunale di Hong Kong ha emesso una nuova condanna per l'attivista pro-democrazia, già detenuto da quasi sei anni. Wong, figura di spicco delle proteste del 2019, si era dichiarato colpevole delle accuse basate sulla legge sulla sicurezza nazionale.

Hong Kong, ulteriore condanna per Joshua Wong: altri 10 anni di prigione per collusione con l'estero

Una nuova sentenza allontana la possibilità di libertà per Joshua Wong, uno dei volti più noti del movimento pro-democrazia di Hong Kong. Il tribunale dell'ex colonia britannica ha inflitto all'attivista, che ha appena compiuto 30 anni, una pena di dieci anni di carcere per collusione con nazioni straniere, al termine di un processo basato sulla controversa legge sulla sicurezza nazionale introdotta da Pechino nel 2020. La sentenza arriva mentre Wong sta già scontando una condanna precedente e avrebbe dovuto essere rilasciato nel gennaio prossimo, dopo quasi sei anni di detenzione.

La decisione è stata comunicata ufficialmente dall'autorità giudiziaria, che ha precisato come «il tribunale ha inflitto una pena definitiva di dieci anni di reclusione» nei confronti dell'ex leader studentesco. Il nuovo procedimento riguardava accuse legate ai presunti rapporti con soggetti stranieri e alle iniziative volte a ottenere misure punitive internazionali contro Hong Kong e la Cina. Wong si era dichiarato colpevole nel settembre scorso, evitando di affrontare un processo nel quale avrebbe potuto ricevere una condanna fino all'ergastolo. La difesa aveva chiesto ai giudici una pena più contenuta, compresa tra tre e dieci anni di carcere, ma il tribunale ha stabilito di applicare il limite massimo dell'intervallo indicato dai legali.

Link to Dalle proteste del 2019 alla nuova accusa di collusioneDalle proteste del 2019 alla nuova accusa di collusione

Joshua Wong è diventato uno dei principali simboli della mobilitazione democratica di Hong Kong grazie al suo ruolo nei movimenti studenteschi e nelle manifestazioni che hanno attraversato la città negli anni precedenti all'introduzione della legge sulla sicurezza nazionale. La sua notorietà internazionale è cresciuta soprattutto durante le proteste del 2019, quando centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per contestare le politiche delle autorità locali e chiedere maggiori garanzie sulle libertà civili e sull'autonomia del territorio rispetto alla Cina continentale.

La sua attività politica lo ha portato al centro di diversi procedimenti giudiziari. Prima della sentenza odierna, Wong stava scontando una condanna a quattro anni e otto mesi per sovversione, pronunciata in applicazione della normativa sulla sicurezza nazionale. La pena avrebbe dovuto concludersi nel gennaio 2027, aprendo la possibilità di un ritorno in libertà dopo un lungo periodo trascorso in carcere. Il nuovo procedimento ha però modificato radicalmente questa prospettiva, prolungando la sua detenzione.

Le accuse più recenti risalgono al giugno 2025, quando le autorità di Hong Kong hanno contestato all'attivista di aver sollecitato governi, organizzazioni ed entità straniere a promuovere sanzioni contro il centro finanziario asiatico e contro la Cina. Secondo l'impostazione accusatoria, queste iniziative costituivano una forma di collusione con forze esterne, reato previsto dalla legislazione sulla sicurezza nazionale. La gravità della contestazione esponeva Wong alla possibilità di una pena detentiva particolarmente severa, fino all'ergastolo, prima della dichiarazione di colpevolezza presentata a settembre.

Link to L'udienza tra sostenitori e imponente presenza della poliziaL'udienza tra sostenitori e imponente presenza della polizia

La lettura della sentenza si è svolta in un clima di forte attenzione, con numerosi sostenitori dell'attivista radunati nei pressi del tribunale e un consistente dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità. Decine di persone hanno atteso di poter assistere all'udienza, alcune arrivando davanti all'edificio già il giorno precedente, mentre gli agenti di polizia presidiavano gli accessi e le aree circostanti.

Wong è entrato in aula mostrando un atteggiamento apparentemente tranquillo. Indossava una camicia blu e occhiali dalla montatura nera e, prima dell'inizio dell'udienza, ha rivolto un cenno del capo ai presenti, osservando i sostenitori e i giornalisti che seguivano il procedimento. Anche dopo la comunicazione della condanna, l'attivista ha mantenuto un comportamento composto, ringraziando con un gesto della mano le persone che erano accorse per manifestargli vicinanza.

Quando gli agenti lo hanno accompagnato fuori dall'aula, alcuni sostenitori gli hanno gridato «Ti aspetteremo quando uscirai», un messaggio che ha accompagnato la conclusione di un'udienza particolarmente significativa per il futuro dell'ex leader studentesco. La presenza del pubblico e la mobilitazione davanti al tribunale hanno confermato come Wong continui a rappresentare una figura di riferimento per una parte della società di Hong Kong, nonostante gli anni trascorsi in detenzione e le restrizioni che hanno interessato il movimento pro-democrazia.

Link to La legge sulla sicurezza nazionale e il futuro del movimento democraticoLa legge sulla sicurezza nazionale e il futuro del movimento democratico

La nuova condanna si inserisce nel quadro giudiziario e politico delineato dalla legge sulla sicurezza nazionale, introdotta dalla Cina nel giugno 2020 in seguito alle grandi manifestazioni che avevano attraversato Hong Kong l'anno precedente. La normativa prevede pene severe per reati quali secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere, attribuendo alle autorità strumenti più ampi per perseguire attività considerate una minaccia alla sicurezza dello Stato.

Pechino e le autorità di Hong Kong sostengono che la legislazione sia necessaria per garantire la stabilità del territorio e prevenire interferenze esterne, mentre i critici ritengono che la sua applicazione abbia contribuito a restringere gli spazi di partecipazione politica e di dissenso. Il caso di Joshua Wong si colloca al centro di questo confronto, poiché riguarda un attivista la cui notorietà è strettamente legata alle richieste di maggiori libertà democratiche e alla difesa dell'autonomia della città.

La sentenza rappresenta un ulteriore passaggio nella vicenda giudiziaria dell'ex leader studentesco, che negli ultimi anni è diventato uno dei principali protagonisti dei procedimenti avviati contro esponenti del movimento democratico. La nuova pena di dieci anni, pronunciata quando si avvicinava la conclusione della precedente detenzione, rende ancora più lontana la possibilità di un suo ritorno alla vita pubblica e riporta l'attenzione internazionale sulle conseguenze dell'applicazione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong.

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